Il monitoraggio delle polveri, PM10 e PM2,5

In questi ultimi anni si è argomentato molto in merito all’importanza del campionamento delle polveri sottili in seguito a ricerche che hanno comprovato una reale correlazione tra la quantità di polveri sottili presenti nell’aria e i danni alla salute dell’uomo. 

Le informazioni che ci vengono fornite sono molte ma ciò che è fondamentale sapere è che queste polveri sono classificate a seconda del loro diametro aerodinamico e sulla base di questo esse possono raggiungere le parti più delicate del nostro apparato respiratorio. Le particelle con un diametro più grossolano possono soffermarsi sulle principali vie aeree mentre le polveri con dimensioni più contenute raggiungono gli alveoli polmonari dove alterano il tessuto cellulare con conseguenti formazioni di infezioni e nel peggiore dei casi di tumori.

Ad oggi l’inquinamento è dato da varie tipologie di fonti sia di tipo naturale che antropico nonostante vi sia una tutela del cittadino da parte delle autorità con dei limiti dettati da delle Normative a livello europeo e dei Decreti nazionali. 

La misura delle polveri sottili avviene tramite un iniziale campionamento ed una successiva analisi del contenuto per quantificare la presenza di composti organici e metalli correlando le possibili sorgenti a seconda del luogo in cui è stata effettuata la campagna di monitoraggio.

Il Decreto legislativo di riferimento per il campionamento è il 155/2010 che ha abrogato i precedenti, esso contiene i valori limite, e di allarme per gli inquinanti per i quali è obbligatorio il monitoraggio, tra questi vi sono gli NOx, PM10, PM2,5 e altri composti aromatici. La Norma Quadro in materia di prevenzione e limitazione delle emissioni in atmosfera è costituita da Decreto Legislativo 3 Aprile 2006 n. 152 alla parte V che si applica a tutti gli impianti (compresi quelli civili) ed alle attività che producono emissioni in atmosfera stabilendone valori di emissione, prescrizioni, metodi di campionamento ed i  criteri per la valutazione della conformità dei valori misurati ai limiti di legge.

La qualità dell’aria che respiriamo è un diritto che spetta a chiunque cittadino, perciò è un impegno comune e morale quello di limitare le emissioni che quotidianamente vengono immesse nell’atmosfera.

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Ultima modifica ilVenerdì, 25 Marzo 2016 16:26
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