Affidabilità e precisione in un mercato sempre più competitivo

In una società e in un sistema economico in continua evoluzione e ogni giorno più competitivi, sta assumendo sempre maggior importanza la ricerca del continuo miglioramento dei servizi offerti attraverso lo studio di sistemi innovativi e attraverso lo sviluppo di competenze in grado di garantire affidabilità e qualità.

Questi aspetti, nell’ambito dei servizi di verifica e taratura di strumentazione di misura, risultano forse ancor più importanti grazie anche all’esistenza di norme riconosciute a livello internazionale che stabiliscono gli standard necessari a garantire l’affidabilità delle prove eseguite.

In particolare, la Norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025 fa si che siano garantiti i riferimenti metrologici, l’affidabilità e la ripetibilità delle procedure impiegate, l’utilizzo di strumentazioni adeguate, la competenza e l’imparzialità del personale addetto alle prove e del giudizio tecnico emesso dal Laboratorio. Secondo questi requisiti il Laboratorio deve utilizzare apparecchiature, impianti ed ambienti idonei per le prove previste, adottando metodi e procedure di prova adeguati. 

L’importanza dell’operazione di taratura nasce dall’esigenza di rendere il risultato di una misura riferibile ai campioni nazionali o internazionali del misurando in questione affinché più misure di uno stesso oggetto, effettuate in tempi e luoghi diversi, siano confrontabili tra di loro. La riferibilità metrologica è un tema molto importante ed ampiamente discusso poiché garantisce che la strumentazione ed i processi di misurazione si possano confrontare con un comune riferimento di più alto livello e meglio noto; questo compito è affidato ad Istituti Nazionali di Metrologia i quali garantiscono la riferibilità a livello nazionale e internazionale. 

Alla base della riferibilità metrologica vi sono i campioni di riferimento primari e secondari. 

Il campione di riferimento primario che si trova all’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (INRIM) presenta le migliori caratteristiche metrologiche in quanto ad un certo dominio specificato.

L’esempio principale di campione primario è il chilo eguale alla massa del prototipo internazionale conservato presso il Bureau International des Poids et Mesures di Parigi.

Il campione di riferimento secondario è invece rappresentato dallo strumento, sistema o campione, direttamente riferibile al primario custodito dall’istituto di metrologia, utilizzato da un laboratorio per stabilire la relazione fra una specifica grandezza e l’indicazione di misura fornita da uno strumento in taratura.

Esempio di campione secondario è il campione di massa che periodicamente il laboratorio invia in taratura presso l’istituto nazionale di metrologia.

Fondamentale è sottolineare la differenza esistente fra regolazione (o calibrazione) di uno strumento di misura e taratura dello stesso. Il processo di taratura infatti non prevede alcuna regolazione di uno strumento, ma prevede esclusivamente di stabilire la relazione sopra citata al fine di consentire l’ottenimento di un risultato di misura a partire dall’indicazione di misura fornita da uno strumento.

In parole semplici: mentre la “calibrazione” prevede la regolazione di uno strumento al fine di ottenere il miglior risultato possibile da esso; il solo fine della taratura è quello di indicare quanto questo strumento sia preciso ed affidabile.

I requisiti che un laboratorio deve soddisfare per ottenere l’accreditamento non possono essere solo tecnici dando rilievo al sistema di taratura ed alla riferibilità metrologica, ma è necessario prestare attenzione anche agli aspetti gestionali sul personale di laboratorio, l’ambiente di laboratorio, la scelta e la successiva validazione dei metodi di prova, il calcolo dell’incertezza delle misure, i campionamenti ed i rapporti di prova. 

Insomma, non solo componenti tecniche, ma anche tanta competenza.

Accredia, l’unico organismo Nazionale autorizzato dallo Stato a svolgere attività di accreditamento, ha permesso all’Italia di allinearsi alle delibere del Parlamento Europeo che richiedono che ogni paese abbia un Ente nazionale di Accreditamento. Accredia opera nell’ambito di accordi di mutuo riconoscimento con organismi equivalenti di altri paesi che, a loro volta, si riferiscono alla stessa Norma Internazionale. L’accettazione dei risultati di prove e tarature fra diversi paesi è di conseguenza facilitata. L’utilizzo della Norma ISO 17025 facilita la cooperazione fra laboratori ed altri organismi agevolando lo scambio di informazioni e di esperienze e l’armonizzazione di Norme e procedure.

Lavorare nel rispetto dei requisiti stabiliti da questa Norma, consente quindi di operare in questo contesto in continua mutazione, con regole ed obiettivi comuni.

 

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Last modified onMonday, 07 September 2015 13:58
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