Biogas, ecco cosa non potete non sapere!

La fonte di energia principale derivata dal biogas è il Metano (CH4), questo permette di produrre energia elettrica grazie alla combustione dello stesso tramite dei potenti motori chiamati cogeneratori.

Gli impianti di biogas, spesso citati dalla cronaca come impianti inquinanti e votati al mero guadagno economico, hanno come principio lo sfruttamento di scarti (alimentari,vegetali,agricoli, discariche,etc...) per produrre il gas da bruciare. Alla base della produzione del biogas, viene riproposto un processo che in natura avviene spontaneamente, ossia la digestione anaerobica (priva di ossigeno) dove la decomposizione della materia organica (digestione e fermentazione) si finalizza alla produzione di una miscela di gas composta mediamente da: 60% CH4, 40% CO2.

Questa miscela al suo interno presenta anche un altro composto, l'acido solfidrico (H2S), questo componente purtroppo è uno dei grossi grattacapi per l'impianto in quanto è altamente corrosivo oltre ad essere solubile in acqua. Per raffinare il biogas da questa sostanza negli anni si sono studiate diverse soluzioni per cercare di abbatterlo, di desolforare come si usa in gergo. Queste soluzioni partono dal principio del processo, per esempio immettendo ossigeno nel digestore (in maniera controllata) permettendo ai batteri sulfurei di convertire l'acido solfidrico e l'ossigeno in acqua e zolfo, oppure dopo il digestore utilizzando dei filtri a scrubber oppure a Carboni attivi per intrappolare l'H2S.

Questi impianti sfruttano tecnologie e soluzioni sempre più evolute ed efficienti per ottimizzare tale processo, le aziende che ruotano attorno a questo settore sono attive per migliorare i propri prodotti e collaborare con le varie realtà per avere la massima performance in termini produttivi e ambientali, impegnandosi anche dopo la costruzione dell'impianto stesso a mantenerlo entro alti standard qualitativi.

I numeri parlano di un settore che punta al raggiungimento di circa 1200MW di potenza installata entro il 2020 (fonte GSE), siamo il terzo produttore al mondo dopo Germania e Cina ed è una tra le più valide alternative all'energia derivata da combustibili fossili.

Dopo processo e numeri dobbiamo anche parlare dell'impatto economico ed ambientale che tali impianti generano; per quanto riguarda il lato economico sicuramente li dove si parla di guadagno la speculazione è sempre in prima fila, tanto si è fatto e si farà per regolamentare ciò al fine di arrivare ad una direzione proiettata all'ecosostenibilità!

Dal lato ambientale le principali forme di inquinamento sono le emissioni del motore, il digestato e gli odori che l'impianto può emanare, è vero però che i cogeneratori e gli impianti stessi ad oggi sono molto più evoluti rispetto a 10 anni fa e le prospettive di sviluppo di questi impianti potranno favorire la risoluzione queste problematiche (conversione in impianti Biometano, sfruttamento del digestato per fertilizzanti etc...).

Tirando le somme un impianto negli anni futuri potrà darci energia elettrica, metano per uso civile e riscaldamento, combinato ai pannelli fotovoltaici, questo fa ben sperare nel guardare la strada dello sviluppo energetico autonomo; ognuno di noi vedrà tale strada in maniera diversa, proprio questo farà si di migliorarci e migliorare nel percorrerla e affrontarla nel miglior modo possibile ricordandosi che il compromesso farà sempre parte del gioco e la nostra sfida a livello mondiale sarà quella di ridurlo il più possibile per garantire il futuro a questo pianeta, che poi è il nostro.

Facebook Twitter Google+ LinkedIn
Ultima modifica ilGiovedì, 01 Ottobre 2015 10:52
(0 Voti)

Lascia un commento

×

Log in